martedì 12 dicembre 2017

PIZZORNATA DI NATALE - IL VIDEO E LE FOTO

Pubblicati il video e le fotografie della cicloescursione di fine stagione denominata "Pizzornata di Natale".




Il video è a cura di Simone Bartoli.

Panorama dalla vetta del Monte Scarpiglione - Foto: Daniele Carfagni

Vetta del Monte Scarpiglione - Foto: Daniele Carfagni

Brindisi - Foto: Daniele Carfagni

Il sentiero n° 4 che sale alla vetta dello Scarpiglione - Foto: Enrico Villani

Foto di gruppo - Foto: Enrico Villani

Gli scatti sono di Enrico Villani, Simone Bartoli e Daniele Carfagni - VAI ALLA GALLERY COMPLETA

mercoledì 22 novembre 2017

SABATO 2 DICEMBRE - PIZZORNATA DI NATALE


Pedaleremo sui sentieri delle colline Lucchesi e dell’Altipiano di Tubbiano e  delle Pizzorne. Partendo dalla frazione di Valgiano, risaliremo il versante sud di questo massiccio montuoso andando a percorrere una parte dell’antica Via Garfagnina. Esistono diverse vie di comunicazione che in passato venivano chiamate “Via Garfagnina”. Tutte queste antiche mulattiere, erano le vie di comunicazione più brevi per raggiungere la Garfagnana. In questo caso ci riferiamo esclusivamente alla rete di sentieri che attraverso il suddetto altipiano, portavano viandanti, commercianti, boscaioli, dalla piana lucchese fino al Ponte della Maddalena, conosciuto come Ponte del Diavolo. La via, chiamata anticamente garfagnina, carfagnina, dei Garfagnini ed anche brancolese, secondo la ricostruzioni fatta sulla base di alcune mappe parziali esaminate negli archivi De Nobili e Guinigi, conservati nell’Archivio di Stato di Lucca, iniziava da Segromigno, toccava San Quirico in Petrojo (Valgiano), saliva a Matraia, lambiva il Castellaccio e, traversando la via delle cave, passava poi attraverso la Lezza nel Tubbiano dove, in breve, giungeva alla locanda. Di li proseguiva per il Catino, la Maggina di Pian di Cavallo, Corsagna e Chifenti. L’Altopiano del Tubbiano, ospita una vecchia costruzione chiamata Casone di Salonne. E’ una casa ampia e molto antica, che apparteneva alla famiglia Qulici di Ciciana e che, fino al 1943, è stata abitata con la sua famiglia, da un pastore chiamato Salonne, conosciuto da tutti gli abitanti della Brancoleria. Anticamente era adibita a locanda ed era molto robusta e sicura, perché munita di feritoie per archibugio su tutti e quattro i suoi lati. Per diversi secoli ha ospitato coloro che percorrevano nei due sensi la via anticamente chiamata garfagnina o brancolese. È posta alle falde del Monte Gromigno, nella parte che è rivolta verso il monte, reca incisa nella pietra, sopra la porta d’ingresso, la croce e la data del 1585.

Anche l’Altipiano delle Pizzorne, anticamente, era una via di transito molto frequentata. Lo attraversavano tutti coloro che, a piedi o a cavallo, avevano necessità di raggiungere la VaI di Lima, la Garfagnana e l'Emilia, partendo dalla Valdinievole e dalla Lucchesia. Lungo il Serchio, infatti, c'era una sola strada e per percorrere il tratto compreso fra Ponte a Moriano e Diecimo, era necessario pagare una gabella alla Curia Vescovile. La strada, lungo il fiume, la percorrevano pertanto quelli che si spostavano col carro o in carrozza. Gli altri seguendo modesti sentieri, preferivano valicare le Pizzorne e se la notte sopraggiungeva quando erano giunti sull'altopiano, trovavano due luoghi dove riposare. I viandanti provvisti di denaro potevano trovare alloggio in un'antica locanda, che apparteneva alla famiglia Guinigi, e veniva gestita da famiglie solitamente originarie di Pariana. Era situata in fondo al prato detto di «Centocoia» e disponeva di una trattoria e di sette camere. Quelli più poveri potevano fare tappa poco più lontano: nell'Hospitale, adiacente alla chiesa di San Bartolomeo.

Raggiunto il suddetto altipiano, caratterizzato da ampi prati contornati da querce secolari, ci concederemo una breve pausa per, poi, ripartire alla volta del Monte Scarpiglione. La sua vetta, posta a 810m slm, resta leggermente distaccata dalle altre, ma, una volta raggiunta, consente di godere un panorama privilegiato su tutta la piana di Lucca, sui Monti Pisani e su parte della pianura pistoiese. Di pregio anche la vista sulla costa tirrenica: nelle giornate più limpide si possono notare le isole Capraia e Gorgona, nonché la parte settentrionale della Corsica.

D’ora in avanti inizieremo a perdere quota, dapprima imboccando uno stradello (non segnato) che conduce al Monte Quercia del Papa e, successivamente, percorrendo un tratto del sentiero n. 5 della rete sentieristica del Comune di Capannori. Il fondo leggermente sconnesso ed alcuni tratti un po’ più ripidi invitano alla prudenza, restando comunque interamente ciclabile. A circa metà sentiero n. 5, devieremo bruscamente a destra per prendere una pista forestale la quale conduce alle pendici del Monte Scarpiglione, poco al di sopra di San Pietro a Marcigliano.

Ultime fatiche con ancora alcuni saliscendi tra oliveti e piccoli borghi caratteristici, che ci condurranno al Podere “al Carli” dove pranzeremo tutti assieme, presenteremo il Programma 2018 e ci scambieremo gli auguri di Buone Feste.

Termine iscrizioni: giovedì 30 novembre ore 18.00 - ISCRIZIONI CHIUSE

  • Difficoltà: MC/BC (medie capacità tecniche in salita e buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 4 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 27km circa;
  • Dislivello: +/- 900m circa;
  • Ciclabilità salita: 98%;
  • Ciclabilità discesa: 100%;
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Orari: ritrovo ore 8:30 - partenza ore 9:00 (tassativa la puntualità);
  • Ritrovo: presso la chiesa di Valgiano (LU);
  • Costo: 8,00€ assicurazione obbligatoria NON Soci;
  • Pranzo: presso il Podere "al Carli";
  • Direttore: Elìa Serafini;
  • Info: Elìa Serafini 328 7054066 - mtb@cailucca.it
Luogo di ritrovo 


martedì 10 ottobre 2017

IL CUORE DELLA GARFAGNANA - IL VIDEO E LE FOTO

Pubblicati il video e le fotografie della cicloescursione di fine settembre denominata "Il cuore della Garfagnana".


Il video è a cura di Simone Bartoli.

Il Lago di Pontecosi - Foto: Simone Bartoli

Enrico, Angelo e Paolo poco dopo la partenza - Foto: Simone Bartoli

Rossano "tenta" di abbeverarsi alla Fonte Acqualatra

Foto di gruppo con il gruppo delle Panie sullo sfondo - Foto: Simone Bartoli

Il sacrario della Croce di Stazzana - Foto: Simone Bartoli

Rossano osserva dall'alto la Garfagnana - Foto: Simone Bartoli


Pedalando di fianco alla ferrovia Lucca-Aulla - Foto: Simone Bartoli
Gli scatti sono di Simone Bartoli, Silvano Gozzi e Rossano Fabbiani - VAI ALLA GALLERY COMPLETA

giovedì 21 settembre 2017

SABATO 30 SETTEMBRE - IL CUORE DELLA GARFAGNANA: MONTE VOLZI, FORTEZZA DELLE VERRUCOLE E SILLICAGNANA BIKE TRAIL

Leggero cambio di programma per quanto riguarda la cicloescursione nel cuore della Garfagnana, con anticipazione a sabato 30 settembre


Suggestivo itinerario nel cuore della Garfagnana. Partenza dall’Oasi del lago di Pontecosi. Passeremo dalla Croce di Stazzana, stupendo balcone naturale sulla Garfagnana e una pedalabile salita ci accompagnerà sulla sommità del Monte Volzi, dove ci attenderà un trail a tratti impegnativo di circa 2km.  Visiteremo vecchi borghi rimasti quasi intatti come Sillicano e Sambuca e ci spingeremo fino alla Fortezza delle Verrucole (il territorio era diviso e conteso fra due signorie feudali: i Conti di Bacciano, del cui castello non esistono più tracce, e i ben più potenti Gherardinghi, che ebbero la loro sede nel castello delle Verrucole fino al 1285).  Dalla Fortezza, per chi vorrà, vi è la possibilità di tornare alla partenza passando sul sentiero che costeggia il fiume. Per chi avrà ancora gambe, ci sarà ad attenderci l’ascesa (300m di dislivello) alla località Finocchieta, con i successivi bellissimi trail del Sillicagnana Bike Area che ci ripagheranno della fatica.


Lungo il percorso sono presenti numerosi punti per rifornimento acqua

Termine iscrizioni: giovedì 28 settembre ore 18.00 - ISCRIZIONI CHIUSE
  • Difficoltà: MC/BC (medie capacità tecniche in salita e buone in discesa);
  • Tempo di percorrenza: 8 ore circa (comprensive delle pause);
  • Lunghezza: 35km circa (corto), 42 km circa (lungo);
  • Dislivello: +/- 1300m circa (corto), +/- 1600m circa (lungo);
  • Ciclabilità salita: 99%;
  • Ciclabilità discesa: 99%;
  • Trasporto: mezzi propri;
  • Orari: ritrovo ore 8:30 - partenza ore 9:00 (tassativa la puntualità);
  • Ritrovo: presso il parcheggio sul lago "Oasi Lago di Pontecosi", Pontecosi (LU);
  • Costo: 8,00€ assicurazione obbligatoria NON Soci;
  • Pranzo: al sacco;
  • Direttore: Andrea Simi;
  • Info: Elìa Serafini 328 7054066 - mtb@cailucca.it
Luogo di ritrovo



lunedì 4 settembre 2017

REPORT PLURIGIORNALIERA 2017

Eccoci alla quarta gita plurigiornaliera sulle Alpi da quando, nel 2014, programmammo "Il giro del Sass de Putia" nel Parco Puez-Odle (Alto Adige). Formula che vince non si cambia: così, anche per quest'anno, abbiamo proposto una tre giorni alpina "full-immersion", sulle montagne a cavallo tra Italia e Francia, con quartier generale a Bardonecchia, in alta Val di Susa. 

Gruppo composto da 12 partecipanti, provenienti dalle sezioni di Lucca, Pistoia, Pontedera, Livorno e Modena.

Il meteo è sempre stato dalla nostra parte, regalandoci giornate di sole, ventilate e dalle piacevoli temperature. E così, giunti in albergo il venerdì in tarda mattinata, ci siamo subito preparati per concederci una pedalata pomeridiana: partenza da Bardonecchia con meta il Rifugio Scarfiotti (2165m slm) nella Valle del Rochemolles, poco al di sotto del Colle del Sommeiller.

Alcuni bikers col Rifugio Scarfiotti sullo sfondo - Foto: Simone Bartoli
Discesa dalla Gran Bea - Foto: Alessandro Tofanelli
Al sabato era in programma la cicloescursione principale della plurigiornaliera, ovvero "Fort Lenlon, Fort Olive e Col du Granon", completamente in territorio francese. Si tratta di un giro di eccezionale bellezza nell'area del Monginevro, precisamente nel territorio tra la Val Clarée, la Val Guisane ed il Briançonnais con collegamento attraverso il Col du Granon. L'itinerario consente di raggiungere due delle numerose fortificazioni militari della zona e precisamente il Fort Lenlon ed il Fort Olive, con panorami variegati e maestosi sui circostanti rilievi montuosi.

La strada bianca che conduce al Col du Granon - Foto: Simone Bartoli

Momenti di relax al rifugio - Foto: Simone Bartoli
Panorama sulla cittadina di Briançon - Foto: Alessandro Tofanelli

Selfie di gruppo al Fort Lenlon - Foto: Alessandro Tofanelli
Terrazza panoramica su Briançon - Foto: Rossano Fabbiani

Fort Olive - Foto: Rossano Fabbiani
Ed eccoci al terzo ed ultimo giorno, per il quale avevamo previsto una cicloescursione al Col della Rho: si tratta di un bellissimo giro a cavallo del confine con la Francia, con bei panorami sulle vallate intorno ai Tre Re Magi, Monte Thabor e Gran Séru. Il Col della Rho, con i suoi 2545m, rappresenta la massima elevazione raggiunta durante questa impegnativa cicloescursione, dal sapore tipicamente alpino.

La galleria della Rho - Foto: Silvano Gozzi

Colle della Rho - Foto: Silvano Gozzi

Discesa in Valle Stretta - Foto: Silvano Gozzi

Attraversamento di torrente in Valle Stretta - Foto: Silvano Gozzi





I video sono a cura di Simone Bartoli

mercoledì 9 agosto 2017

LA VIA DEL SALE

Da Limone Piemonte (CN) a Ventimiglia (IM)

Finalmente dopo anni di attesa è arrivato il momento, si parte...

Era già molto che ci pensavo, ma tra lavoro, famiglia e impegni quotidiani non avevo mai tentato di organizzare qualcosa di definitivo. Ed invece, lo scorso anno, complici anche alcuni compagni di pedalate, la cosa cominciò a prendere forma.
Eravamo di ritorno dall'Isola d'Elba, da uno dei tanti raduni, e parlando con Rossano iniziammo a tirare giù le prime linee guida. Bisognava creare un bel gruppetto affiatato e ben allenato, ma per questo ci sono voluti solo pochi giorni, poi davanti ad una pizza diventa tutto più semplice. L'obiettivo che ci prefiggemmo era di compiere la traversata nell'estate 2017.

All'inizio qualche parere discordante riguardo la durata della gita, ma grazie ad una brillante idea di Rossano, trovammo la soluzione che accontentava tutti, anche se il dazio da pagare erano le poche ore di sonno ed una bella alzataccia il giorno della partenza, specialmente per Riccardo e Silvano, i più distanti dal luogo di ritrovo prestabilito.

E così, eccoci a venerdì 30 giugno, ore 04.00, partenza per Limone Piemonte. Tutte le bici sono sistemate sul furgone del mitico Gianluca: che la nostra avventura abbia inizio!

Alle 10.00 siamo già in sella, preferendo partire dalla stazione sciistica di Limone 1400, evitando così 12km di asfalto insignificante. Fatto il pieno d'acqua ad una delle poche fonti sulla strada ci dirigiamo verso il Col di Tenda.


Partenza da Limone 1400

Sin da subito capiamo che l'escursione ci regalerà scorci indimenticabili e panorami mozzafiato! Di buona lena ci dirigiamo verso la prima tappa, il Rifugio Don Barbera, unico punto per rifornirci d'acqua prima del Col della Melosa, dove alloggeremo per la notte.

Rifugio Don Barbera
Dopo una bella scorpacciata di tagliatelle al pesto di ortica (veramente buone!), riprendiamo il nostro cammino verso la meta della prima giornata.

Panorama nel Parco del Marguareis
Da qui in avanti il paesaggio cambia radicalmente: dal maestoso Parco del Marguareis passiamo ai boschi del Parco della Navette, seguito da una sostanziale perdita di quota.
Giunti al termine di un'estenuante salita, in prossimità di un bivio, faccio notare alla "truppa" che, proprio a mezzora scarsa fuori programma, abbiamo sia il Monte Saccarello che la vetta del Redentore a poche centinaia di metri l'uno dall'altra. Senza tanti giri di parole li convinco che la cosa è troppo allettante per non considerarla.
Raggiunte le due vette ci concediamo una meritata pausa e una bella foto di gruppo.

Monte Saccarello (2201m slm), la vetta della Liguria
Adesso, però, è giunto il momento di affrontare l'ultima salita per poi goderci il meritato riposo. All'insaputa di tutti ho in serbo un'altra “sorpresa”, la discesa (denominata variante tecnica), la quale conduce, in pochi minuti, al Rifugio Allavena.
Al bivio, con grande stupore, tutti decidono per questa variante, così mi lancio per primo e all'incoraggiamento "fidatevi di me!!!" iniziamo la discesa.

Rossano sulla variante tecnica
La serata passa spensierata e, tra battute e qualche birra, decidiamo che forse è meglio andare a letto presto. All'indomani, infatti, ci aspetta sì "poca" salita, ma più di 2000m di discesa non poco impegnativa.
La mattina ripartiamo dal rifugio: dobbiamo guadagnare un po' di metri di quota per imboccare l'Alta Via dei Monti Liguri. Ora gli scenari sono totalmente diversi dal giorno precedente, ma altrettanto spettacolari, con passaggi veramente mozzafiato e sempre ciclabili.

Dal Rifugio Allavena recuperiamo l'Alta Via dei Monti Liguri


Uno dei tanti passaggi adrenalinici
La seconda tappa, con un dislivello positivo di poco inferiore ai 1000m, si dimostra ugualmente impegnativa, vuoi per le fatiche del giorno prima, vuoi perché la discesa è veramente infinita, con una prima parte molto tecnica ed una seconda parte veloce ma scassata, che mette a dura prova l'affidabilità delle bici e la nostra resistenza fisica, specialmente per chi ha affrontato tutto il tour con la front.

David impegnato in un tratto tecnico
L'itinerario del secondo giorno prevederebbe due varianti un po' tossiche, ma tutti insieme decidiamo di andare per la via principale e di evitare quindi eventuali complicazioni, visto che “cosa mai successa in due giorni” le 8 bici, nonostante il fondo accidentato, non hanno accusato nemmeno una foratura.

Abbeveratoi sull'interminabile tratto di discesa
A mano a mano che perdiamo quota, l'aria fresca che fino ad ora ha reso gradevole la pedalata, fa posto ad un caldo un po' afoso. Ormai siamo prossimi alla meta finale, Ventimiglia. Riusciamo già ad intravederla e non ci vuole molto a raggiungere Gianluca ed il suo furgone, visto che gli ultimi chilometri sono su asfalto, tra l'altro (strano ma vero per un biker) ora graditi, dopo 100km tra sentieri, mulattiere e sterrate piuttosto accidentate.

Direzione Ventimiglia
Giunti alla fine dell'avventura optiamo per una buona birra fresca, rinunciando al classico bagno in mare e lasciando al fido Gianluca il compito di caricare le bici. Seduti attorno ad un tavolino siamo con la mente già al prossimo anno, con tante idee nel cantiere e tanta voglia di pedalare ancora insieme.


Da sinistra verso destra: David, Elìa, Simone, Silvano, Amelio, Rossano, Riccardo ed Alessandro


Testo e foto: Simone Bartoli


Video a cura di Simone Bartoli

Video a cura di Rossano Fabbiani

giovedì 3 agosto 2017

IL TRAMONTO DAL MONTE FAETA

Immancabile appuntamento estivo sui Monti Pisani, il tramonto dal Monte Faeta (830m slm) regala sempre belle emozioni. Affrontando le rampe che partono da Campo di Croce, si conquista la sua vetta, dalla quale si gode sempre (o quasi...) di un magnifico panorama. La vista spazia, infatti, dal Golfo di Baratti al Golfo di La Spezia. Si possono distinguere l'Isola d'Elba, la Capraia, la Corsica ed infine la piccola Gorgona. A nord spiccano nel cielo le aguzze vette delle Alpi Apuane, mentre subito al di sotto le pendici del monte, si nota la pianura pisana solcata dal Fiume Arno, che con le sue sinuose anse, attraversa la città di Pisa dirigendosi verso il mare.

Foto: Simone Bartoli